Barba sì o barba no?

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Il contagio è ormai virale, più di una moda, il fenomeno è ormai dilagante. L’idea che ha sempre associato la barba a pigrizia e trascuratezza sta finalmente scomparendo. A Parigi il 50% degli uomini tra i 25 e i 45 anni oggi portano e curano la barba . E nello scorso anno sono stati spesi 17,3 miliardi di dollari nel mondo per prodotti per la barba. Ed è subito business. Si aprono nuovi saloni per soddisfare nuovi clienti e liste di attesa più lunghe, mentre le aziende cosmetiche si impegnano a sviluppare cosmetici che non siano la copia di quelli femminili ma che si prendano cura delle esigenze maschili. Semplici e superperformanti. Ma attenzione, ci sono alcune categorie in cui il contagio non riesce a penetrare, tra i politici e la finanza. E gli sportivi? In America c’è il tradizionale rito della Playoff Beard: l’ idea è che i giocatori delle squadre in lizza per conquistare la Stanley Cup o il Super Bowl si lasciano crescere la barba come segno di devozione alla propria causa, e anche come segno benaugurale. Guai a radersi prima di aver vinto il trofeo prescelto!

di Genéviève Carlini