Edenlandia: apertura rinviata

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Slitta ancora una volta l’apertura del parco divertimenti più antico d’Italia, mentre i suoi giochi, sollazzo di generazioni di napoletani, continuano la loro inarrestabile corsa verso il più completo degrado.

Non da meno il sontuoso portale d’ingresso: quegli archi gialli e verdi la cui comparsa all’orizzonte visivo hanno rappresentato per decenni la felicità per i piccoli avventori, pronti a pregustare adrenaliniche corse o zuccherosissime graffe.

Ma forse non tutti sanno che quell’ambizioso ingresso altro non è che un’esaltazione del potere fascista. Le tre arcate, difatti, vanno a comporre una M, l’iniziale di Mussolini, per l’appunto. Realizzate nel 1937, nello stesso periodo in cui prendeva corpo il progetto della Mostra Triennale delle Terre Italiane d’ Oltremare, le arcate rappresentavano l’ideale completamento urbanistico di un rione che della cultura fascista rappresentava l’apoteosi. Bisognerà però aspettare ancora una trentina d’anni perché quella autocelebrazione in cemento si trasformi nell’ingresso al parco dei divertimenti che contava, all’apertura nel 1965, ancora poche giostre, tra cui l’autoscontro, la giostra del bacio, il drago cinese, il castello incantato e quello delle beffe, e poi le giostre per i più piccoli come i cavalli e dumbo, le paurosissime montagne russe e infine i tronchi: il gioco più amato di sempre.

di Genéviève Carlini

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