progetti didattici per le scuole

Progetti Didattici per le scuole Primarie

Il movimento è un linguaggio tra i linguaggi, e come tale dovrebbe essere inteso e sviluppato all'interno degli attuali programmi della Scuola Primaria. Totalmente integrato nel processo di maturazione dell'autonomia personale, il movimento è in grado di sviluppare quegli obiettivi formativi perseguibili in rapporto a tutte le diverse dimensioni della personalità: morfologico-funzionale, intellettivo-cognitiva, affettivo-morale, sociale.

L'educazione motoria, intesa come l'ambito che tende ad affermare l'attribuzione di senso e di significato al movimento ed alla corporeità, è una dimensione ancora poco conosciuta nella cultura occidentale, specialmente europea. La penalizzazione di questo ambito educativo deriva, a nostro parere, dal mancato riconoscimento del movimento come pulsione primaria e come motivazione fondamentale all'apprendimento. Ogni apprendimento è infatti prima di tutto corporeo, per cui ogni conoscenza si attua attraverso il corpo soggetto-oggetto e tramite dell'atto cognitivo. Le attività motorie, per essere funzionali e poter influire positivamente su tutte le dimensioni della personalità dell'alunno, devono, a nostro giudizio, essere praticate in forma ludica, variata, polivalente, partecipata e con significative differenziazioni a seconda delle varie fasce d'età (1° e 2° ciclo Scuola Primaria).

L'importanza della ludicità nella educazione motoria risponde al bisogno primario del fanciullo di una forma motivata e gratificante di attività. Chi impara deve avere una ragione per farlo, per cui riteniamo che un approccio ludico-espressivo alla conoscenza di sé, specialmente in un ambito di Scuola Primaria, sia in grado di attivare il rapporto funzionale esistente tra motivazione ed apprendimento. Dalla consapevolezza di quanto esposto nasce la nostra proposta didattica volta a sviluppare attraverso la danza, diversi ambiti interagenti tra loro.


PROGETTI DIDATTICI PER LE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO LIVELLO

Compito fondamentale dell’educazione artistica nelle Scuole Secondarie di primo Livello è quello di promuovere e sviluppare le potenzialità estetiche del preadolescente, attraverso esperienze sia di carattere espressivo-creativo, sia di carattere fruitivo-critico. Inoltre lo sviluppo e la maturazione della capacità di comunicare, chiarire ed esprimere il proprio mondo interiore attraverso linguaggi figurativi, musicali e corporei è sicuramente un altro degli obiettivi didattici propri del Ciclo di Scuola Secondaria di primo Livello.

La danza come linguaggio visuale, corporeo e figurativo strettamente legato al ritmo ed alla musica, riteniamo possa contribuire allo sviluppo di un percorso educativo unitario ed interdisciplinare. La possibilità di poter formulare nuove metodologie di approccio per lo sviluppo degli obiettivi indicati, individua la danza intesa come linguaggio corporeo, di percezione, conoscenza e comunicazione di sé e del mondo che io vivo, come tramite educativo qualitativamente valido e motivante. Infatti la danza, per la sua stessa essenza e per le potenzialità che è in grado di esprimere, può notevolmente contribuire allo sviluppo delle capacità percettive ed alla sensibilità del preadolescente.

Inoltre la danza intesa come metodologia di apprendimento, ben si inserisce nel percorso educazionale del preadolescente favorendo la maturazione del senso estetico, dando un primo avvio alla capacità di giudizio critico, alla capacità di esprimersi e comunicare attraverso linguaggi non verbali, concorrendo notevolmente all’equilibrata maturazione psico-fisica ed allo sviluppo armonico dello schema corporeo. Dalla consapevolezza di quanto esposto nasce la nostra proposta didattica, volta a sviluppare diversi ambiti educativi interagenti tra loro.


PROGETTI DIDATTICI PER LE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO LIVELLO

La danza è intesa oggi disciplina non formale capace di accompagnare l’individuo in tutto l’arco del suo processo formativo nell’acquisizione di saperi e competenze. La danza, infatti, non è solo arte e cultura, ma è espressione sociale, religiosa, umana ed è attraverso la danza che intendiamo proporre una lettura della storia sia dal punto di vista artistico e culturale che dal punto di vista sociale, economico e politico. Fermenti creativi, ribellioni potenti caratterizzano l’inizio di questo secolo. La perdita del senso di continuità da parte degli artisti, la crescente sfiducia nei modelli tradizionali, portano alla consapevolezza che l’artista deve aprirsi a nuove idee, a forme più violente, alla ricerca della propria identità proclamando l’arte per l’arte.

Le certezze dell’artista romantico non reggono il confronto con i cambiamenti in corso: la musica inizia la demolizione del sistema tonale, la pittura e la scultura abbandonano il realismo ed il naturalismo, il modo tradizionale di fare letteratura è sconvolto. L’estetica è tutta controcorrente, in opposizione alle regole: "l’arte è fatta per disturbare" dirà Braque. La danza, come il cinema, è il nuovo linguaggio del 900 in cui sembrano confluire e contaminarsi arti figurative, cultura musicale e cultura del corpo. In particolare la cultura del corpo attraverserà, durante tutto il '900, le stesse metamorfosi del cubismo, dell’espressionismo, del dadaismo, del surrealismo, della pop art, della musica dodecafonica, minimalista, concreta, elettronica. I maggiori artisti del 900 da Debussy a Mallarmé, da Cocteau a Picasso, da Stravinskij a Cage, da Andy Warhol a Rauchenberg a Deauchamp si sono incontrati nelle produzioni di danza di questo secolo: la coreografia assume quindi valore di opera d’arte totale. Le principali opere coreografiche di Bejart, Balanchine, Cunningham, Pina Bausch sono frutto di una estetica che li ha accomunati all’arte figurativa come a quella letteraria e musicale di questo secolo. Attraverso alcuni di questi incontri destabilizzanti ed attraverso le opere coreografiche che questi incontri hanno prodotto è possibile “leggere” alcune delle principali inversioni dell’arte visuale del '900.