La “danza integrata” si propone di trovare una nuova modalità di approccio alla danza ed al movimento alla luce del modello di intervento terapeutico psico corporeo funzionale, per raggiungere una espressività che sia il risultato di una integrazione tra i vari piani del sé.Nella Danzaterapia si prevede non solo l’uso corretto delle tecniche di ballo, ma la possibilità di reinventarle secondo una propria creatività che sia il risultato di un lavoro mirato ad ottenere l’espressione “integrata” delle proprie emozioni, privilegiando quindi, come area del Sé, quella posturale ed imparando ad usare il corpo come immagine e rappresentazione del mondo interiore, del Sé più profondo.
La dott.ssa d’Ambrosio, mettendo a frutto la formazione in studi classici e filosofici e lo studio della danza, svolto a livello amatoriale, ha dato corpo ad un progetto di danza-movimento come integrazione dei vari piani funzionali del sé psico-corporeo, secondo il modello funzionale della scuola da cui proviene. Per questo, dal 1995 ha avviato una ricerca sulle danze antiche, a partire dagli scritti di Platone ad oggi, soprattutto per ciò che riguarda “le danze circolari ed a spirale”, nel loro antico significato simbolico e metaforico (danze astrali, platoniche fino ai Sufi) necessarie per lavorare sulla capacità di equilibrio e di centratura dell’individuo, elementi indispensabili per entrare in relazione col fuori di sé e con il poter perdere il controllo nella “trance”.
Vengono usati esercizi di centratura, di scioglimento psico-corporeo mutuati dall’attività ginnica, dall’aerobica e ovviamente dalla bio-energetica e dalla terapia fuzionale; in più c’è il ricorso alle varie tecniche di danza, dal metodo Cunningham al Graham, come ulteriore mezzo per superare i blocchi psico-corporei e le scissioni tra i vari piani del sé (emotivo, posturale, cognitivo e fisiologico). Molti sono i riferimenti al mondo orientale, dai vari tipi di meditazione, alle tecniche di movimento lento usati per il grounding.
Il lavoro passa attraverso :
• un momento diagnostico nel quale si analizzano i blocchi psico-corporei (danza libera espressiva);
• l’esecuzione di precisi schemi di danza (classica, antica, moderna, rituale, tribale, araba e sacra) per stimolare l’attenzione e la presenza, per riattivare le percezioni, le sensazioni, le emozioni;
• l’intervento sul mondo dell’immaginario e del simbolico che viene ampliato e trasformato con opportune fantasie, guidate, libere, mimiche e danzate;
• l’uso modulare della “voce-espressione”.
Il tutto finalizzato alla riconnessione integrata delle varie gamme emozionali nella consapevolezza del proprio corpo “qui ed ora”. Un momento creativo-liberatorio che prevede l’utilizzo personale e consapevole delle tecniche apprese, quindi veramente ricostruttivo del sé. Ovviamente l’affacciarsi su altri mondi e tipi di terapia è un’apertura pur sempre ricollegata alla strutturazione tipica della metodologia di intervento funzionale Reichiano.

