®Photo Pasquale Ottaiano

Sara Bizzoca
Nata a Barletta, Sara Bizzoca si è laureata alla “Folkwang Universität der Künste” (Essen, Germania) nel 2009 studiando con Lutz Forster, Malou Airaudo, Dominique Mercy , Rodolpho Leoni, Juan Cruz Diaz de Garaio Esnaola e David Zambrano. Durante i suoi studi ha avuto l’opportunità di collaborare i coreografi Urs Dietrich e Stefan Brinkman ed eseguire il repertorio di tecnica Limon “Choreographic Offering “.
Dal 2009 entra a far parte dell’ “Associazione Koreoproject ” diretta da Giorgia Maddamma ,danzando nelle produzioni Nina, Trilogia del Viaggio , e Apulia Art Festival. Nel luglio 2011 ha preso parte come danzatrice e assistente al progetto “La Passione delle Troiane” del Teatro Koreja diretto da Giorgia Maddamma e Salvatore Tramacere. Nel febbraio 2016 collabora con Penny Chivas ottenendo una residenza coreografica presso “The Work Room” (Glasgow ) work in progress ” Decline ” selezionato per DIG Festival Galsgow 2017.

Elisabetta Bonfà
Nata a Roma il 17 Settembre 1990, laureanda in Scienze Motorie, si avvicina alla danza presso la scuola Universo Danza di Ardea (RM) e lo IALS di Roma. Frequenta il corso di formazione professionale di Electa Creative Arts, diretto da Eleonora Coccagna, approfondendo gli studi della tecnica classica e neoclassica con Teresa di Danile, Eleonora Coccagna, Antonio Minini e Ilaria Carla Silverii, contemporanea con Eleonora Coccagna, Enzo Cosimi, Andrea Gallo Rosso, Daniele Ninarello . È interprete de Il Coraggio di Stare, di Tommaso Serratore in collaborazione con il videomaker Salvatore Insana, performance all’interno della Casa Circondariale di Castrogno con un folto gruppo eterogeneo di danzatori e detenuti.

 

NA DIE ANDER
di e con Sara Bizzoca ed Elisabetta Bonfà

“Per quelli che l’attraversamento ammucchiati e in piedi sopra imbarchi d’azzardo,il mediterraneo è un buttadentro”. Erri De Luca

NA DIE ANDER è un viaggio tra sabbia ed acqua, è lasciare un paese per
realizzare un sogno. Naufragio degli Ulisse contemporanei, dove il ritorno a casa viene sostituito dal ricreare una nuova casa , sradicando le proprie radici e cercando di piantarle in una nuova terra. Così Na Die Ander prende, atto di quello che oggi è l’immigrazione , non lontano da quello che era ieri e vicino a quello che sarà domani. È lo spunto di riflessione, non come denuncia ma come atto di coscienza di qualcosa che c’è e che si vuole ignorare .

Coreografia vincitrice del bando Residanza – La casa della nuova coreografia 2016