Martedì 12 ottobre, al Teatro Greco di Roma, andranno in scena “Polvere: minutissime particelle incorerenti” e “Il paradosso di Lulù“, coreografie scritte da Gabriella Stazio per la pluripremiata Compagnia Movimento Danza.
Si tratta di assoli interpretati da due dei membri storici della Compagnia, Sonia Di Gennaro ed Emanuela Tagliavia.
Il Teatro Greco di Roma si trova in via Ruggero Leoncavallo 10.
Info biglietti: tel 06 860 7513.

Polvere: minutissime particelle incoerenti

L’incoerenza, la mancata coesione delle particelle di un corpo, di una sostanza, può avere i suoi lati positivi. Come il potersi insinuare ovunque, di volare almeno per un po’ e poi di depositarsi, penetrare nuovamente in altri luoghi o nello stesso posto, di essere quasi invisibile, almeno all’inizio. Pensi di averla mandata via? (l’incoerenza), ma non è così. Ritorna.
Un corpo coerente non può comportarsi allo steso modo, perché le particelle si aggregano, si consolidano, diventano materia e sei fregato.
Devi iniziare a pensare al peso, alla dinamica, alla forza, alla qualità, insomma un sacco di cose.
E oggi ti chiedi: ne vale la pena?
Anche l’incoerenza di pensiero è una bella qualità.
Puoi fare un po’ quello che ti pare, negando quello che hai appena affermato, senza una logica, senza una etica, senza un preciso perché. Infatti il pensiero incoerente mi sembra stia avendo un bel successo ultimamente.
Nel caso in cui le particelle di incoerenza sono minutissime come la polvere, e non la vedi quasi (eppure c’è), ti chiedi addirittura se sia il caso di spolverare, tanto non si vede, tanto poi si riforma. Tanto non ne vale la pena.
Ognuno di noi avrà avuto un minutissimo momento di polvere di incoerenza nella vita. Ognuno di noi dovrebbe conservare (nella polvere) un pensiero incoerente, come un ancora di salvezza.
Questo è il mio.

(“Levare la polvere” è una azione già presente in una mia precedente coreografia del 2000 “Entrate…a vostro rischio”. Quella unica azione estrapolata da tutto il contesto precedente, diviene oggi una nuova coreografia. Si vede che non l’avevo levata bene, la polvere)

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Coreografia di Gabriella Stazio
Danza Sonia Di Gennaro
Sound Design Francesco Giangrande
Luci Alessandro Messina
Musiche di Yann Tiersen, Morgan, F.Buscaglione, Jimmy Fontana, Massimo Ranieri, Patty Pravo, Rino Gaetano
Produzione Movimento Danza, Ministero della Cultura, Regione Campania

Durata 25 minuti

Tutte le foto utilizzate nello spettacolo sono tratte da “Vogue Italia”

Il Paradosso di Lulù

Il paradosso di Lulù è la storia di un corpo, di un corpo come luogo del paradosso, come dice Jacques Le Goff, come luogo di contraddizioni tra esperienza quotidiana e straordinaria, tra ragione e contraddizione. Un corpo che svela personalità diverse come “Una stanza piena di gente” – dal titolo del libro di Daniel Keyes, autobiografia di Bill Milligan, prima personalità multipla riconosciuta dalla medicina – in cui si incontri te stessa.
Se da un lato la storia del corpo è una storia fatta di oblio, di rinuncia, dell’uso politico della metafora corporea fatto dalla cultura occidentale, dall’altro, come dice Marc Bloch “è necessario restituire un corpo alla storia. E dare una storia al corpo.”

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Coreografia di Gabriella Stazio
Danza, nella parte di sé stessa, Emanuela Tagliavia
Musiche originali e Sound Design Francesco Giangrande
Luci Alessandro Messina

Produzione Movimento Danza – Ministero della Cultura – Regione Campania

Durata 19 minuti

Per informazioni: [email protected]