Domenica 12 dicembre 2021, ore 21, al Teatro Sannazaro di Napoli vanno in scena “Le danze pandemiche” della Compagnia Movimento Danza, diretta da Gabriella Stazio.

Lo spettacolo rientra nella programmazione dell’edizione 2021 del Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio.

“Le danze pandemiche” sono un trittico di coreografie che si susseguono senza interruzione: “Polvere: minutissime particelle incoerenti“, con Sonia Di Gennaro; “Il paradosso di Lulù“, con Emanuela Tagliavia; “Pandemik Mambo“, con Sonia Di Gennaro e Michele Simonetti.

“Le danze pandemiche” è una produzione di Movimento Danza nell’ambito del progetto Med Focus Danza, a cura di Sistema Med Musica e Danza.
Tutte le coreografie sono di Gabriella Stazio.
La durata complessiva è di 60 minuti.

Biglietti

I biglietti, al costo di 8 euro, saranno acquistabili dal 15 novembre:
– sui siti campaniateatrofestival.it e azzurroservice.net;
– presso i punti vendita autorizzati, secondo giorni e orari di apertura consultabili sul sito azzurroservice.net;
– sui luoghi di spettacolo, previa disponibilità, a partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento.

AGEVOLAZIONI
Per tutte le scuole di teatro e danza è possibile acquistare i biglietti degli spettacoli di dicembre del Campania Teatro Festival 2021 al costo ridotto di 5 euro.
Per accedere alla promozione, è necessario procedere con l’acquisto online sul sito azzurroservice.net, selezionare la categoria Promo Scuole e inserire il codice promozionale a voi dedicato CTF21PRSC.

E’ previsto l’ingresso gratuito per i diversamente abili con un accompagnatore e pensionati titolari di assegno sociale.

Per ulteriori informazioni sui biglietti ridotti, contatta Movimento Danza al numero 081.578.05.42 da lunedì a venerdì, ore 9/21.

Sinossi

Come le danze elleniche o le danze rinascimentali è possibile che nei libri di storia rimarrà traccia delle danze pandemiche, delle danze create in questo periodo storico che ancora stiamo vivendo.
Danze che hanno fatto di una necessità – il distanziamento sociale – un punto di partenza, sollecitando approcci differenti alla coreografia ed alla creazione.
Come tutte le danze storiche anche quelle create per la mia Compagnia sono danze brevi che si intersecano tra di loro fino a creare un’unica serata, in cui ironia e pensiero riflessivo si incontrano, senza mai toccarsi.

Polvere: minutissime particelle incoerenti

L’incoerenza, la mancata coesione delle particelle di un corpo, di una sostanza, può avere i suoi lati positivi. Come il potersi insinuare ovunque, il volare almeno per un po’ e poi depositarsi, penetrare nuovamente in altri luoghi o nello stesso posto, di essere quasi invisibile, almeno all’inizio. Pensi di averla mandata via (l’incoerenza), ma non è così. Ritorna.
Un corpo coerente non può comportarsi allo stesso modo, perché le particelle si aggregano, si consolidano, diventano materia e sei fregato. Anche l’incoerenza di pensiero è una bella qualità.
Ognuno di noi avrà avuto un minutissimo momento di polvere di incoerenza nella vita. Ognuno di noi dovrebbe conservare un pensiero incoerente, come un’ancora di salvezza.

Coreografia Gabriella Stazio
Danza Sonia Di Gennaro
Sound Design Francesco Giangrande
Luci Alessandro Messina
Produzione Movimento Danza, Mic, Regione Campania
tutte le fotografie utilizzate nello spettacolo sono tratte da “Vogue Italia”

Il paradosso di Lulù

Il paradosso di Lulù è la storia di un corpo, di un corpo come luogo del paradosso, come dice Jacques Le Goff, come luogo di contraddizioni tra esperienza quotidiana e straordinaria, tra ragione e contraddizione. Un corpo che svela personalità diverse come “Una stanza piena di gente” – dal titolo del libro di Daniel Keyes, autobiografia di Bill Milligan, prima personalità multipla riconosciuta dalla medicina – in cui incontri te stessa. Se da un lato la storia del corpo è una storia fatta di oblio, di rinuncia, dell’uso politico della metafora corporea fatto dalla cultura occidentale, dall’altro, come dice Marc Bloch “è necessario restituire un corpo alla storia. E dare una storia al corpo.”

Coreografia Gabriella Stazio
danza, nella parte di sé stessa Emanuela Tagliavia
Musiche originali e Sound Design Francesco Giangrande
Luci Alessandro Messina
Produzione Movimento Danza, Mic, Regione Campania

Pandemik Mambo

Lo spunto di Pandemik Mambo è nato a Berlino visitando l’Hamburger Bahnhof, una ex stazione ferroviaria oggi trasformata in un museo, quando ho incontrato un ragazzo ed una ragazza che per mantenere le distanze di sicurezza durante la visita, indossavano un salvagente colorato per ciascuno. Fermati dalla sicurezza hanno prontamente obiettato che quello era il modo che avevano scelto per mantenere il distanziamento sociale. Un gioco.

Coreografia Gabriella Stazio
danza Sonia Di Gennaro e Michele Simonetti
Sound Design Francesco Giangrande
Luci Alessandro Messina
Produzione Movimento Danza, Mic, Regione Campania